ROVIGNO - Durante l'ultima seduta del consiglio municipale c'è stata una forte polemica tra il consigliere dell'opposizione Bruno Poropat e i consiglieri della maggioranza della DDI sul punto più importante all'ordine del giorno riguardante l’approvazione del piano del Piano d’assetto urbanistico della zona turistica Monsena-Valdaliso. L’architetto Darko Martinec della ditta Urbing di Zagabria, che ha ricevuto il compito di realizzare il piano, ha presentato ai consiglieri i dettagli del documento e il lungo iter burocratico necessario alla sua approvazione. Il fondamento per la realizzazione di questo piano risale al 2005 quando fu approvato il piano di assetto territoriale della città che prevede per ogni zona turistica in prossimità della costa la realizzazione di un piano regolatore. La ditta Urbing di Zagabria ha ricevuto il compito di realizzare il piano nel 2006 per il quale è stato necessario preparare anche uno studio sull’impatto ambientale delle nuove costruzioni che è stato approvato dal Ministero per la tutela dell’ambiente, l’assetto territoriale e l’edilizia nel 2008. Nell’agosto dello scorso anno si è tenuto il dibattito pubblico durante il quale l’architetto Bruno Poropat ha sollevato delle obbiezioni in merito alla costruzione di un gruppo di villette a schiera in una zona a pochi metri dalla costa dove precedentemente non esisteva alcun tipo di edificio. L’obbiezione è stata accettata e il piano è stato modificato. La superficie della zona in questione è di 65 ettari in cui al momento ci sono il campo turistico Valdaliso e il villaggio turistico Amarin entrambi della società turistica Maistra che fa parte del gruppo Adris. Il piano prevede per la zona una capienza di 4210 posti letto inferiore ai 5000 posti massimi previsti dal piano di assetto territoriale della Città. L’area è stata suddivisa in 4 zone, nella prima definita con il nome di Amarin 1 è prevista la costruzione di un hotel di 360 letti al posto dell’attuale ristorante e la ricostruzione degli appartamenti presenti nella zona per ulteriori 1490 posti letto. Nella zona Amarin 2 che comprende la fascia costiera dove dovevano sorgere le discusse villette non previsto alcun edificio ma solo il riassetto delle spiagge. La terza zona chiamata “Villaggio turistico centrale” prevede la costruzione dell’impianto “Villaggio istriano” da 1200 posti, di un centro sportivo all’avanguardia, e della zona del porto che verrà ampliata per permettere l’attracco anche di natanti di maggiori dimensioni. Infine nell’ultima zona ci sarà il nuovo hotel “Valdaliso” da 780 posti e degli appartamenti da 560 posti. La categoria minima degli impianti sarà a 4 stelle seguendo l’ottica voluta dall’amministrazione rovignese sulla diminuzione della capienza e sul miglioramento dell’offerta turistica. Poropat dopo la presentazione ha sollevato i dubbi sulla zona dell’impianto “Villaggio istriano” che secondo il suo parere crea un collegamento troppo massiccio tra il campo turistico Valdaliso e il villaggio turistico Amarin creando un unico blocco centrale che sostituirà una zona verde e il relativo collegamento dalla strada principale alla spiaggia: “Si tratta di un intervento inaccettabile che favorisce un turismo di massa e che va contri i principi del piano di sviluppo del turismo voluto dal governo croato creando un blocco unico che diminuirà l’accessibilità alle spiagge che sono un bene comune di tutti, dobbiamo prendere come guida la realizzazione di zone turistiche secondo la logica delle macchie di leopardo e non della costruzione di blocchi unici”. Milan Mihovilović, consigliere della DDI, ha subito reagito all’intervento di Poropat ribadendo che l’intero progetto è stato approvato dal Ministero per l’ambiente e l’edilizia proprio per la sua efficacia nel salvaguardare la costa e l’ambiente e garantire allo stesso tempo l’accesso alle spiagge sia ai visitatori che ai cittadini di Rovigno e che gli interventi che si faranno nella zona sono solo di ricostruzione di impianti ormai decadenti e non all’altezza dell’immagine turistica che Rovigno vuole avere. Mihovilović ha inoltre messo in dubbio la coerenza dell’attività politica di Poropat che di professione è architetto: “Preparerò una raccolta degli edifici realizzati in base ai progetti firmati dall’architetto Poropat per dimostrare che predica bene ma razzola male, dato che la maggior parte di quelle che lui stesso chiama “Casamatti”cioè costruzioni che non si integrano con il tessuto urbano rovignese sono opere sue”.
Poropat ha risposto alle accuse spiegando che il problema è proprio nella politica urbanistica della città che ha permesso, attraverso i piani regolatori, la costruzione di impianti residenziali in zone dove ci sono solo abitazioni di tipo famigliare e che come progettista privato ha solo fatto il suo lavoro realizzando le costruzioni seguendo le direttive degli investitori che ovviamente vogliono utilizzare ogni metro quadrato a disposizione. Anche il sindaco Giovanni Sponza è voluto intervenire sull’argomento e ha iniziato con una domanda retorica molto pungente: “Non capisco come un combattente, si possa prostituire in questo modo? La nostra amministrazione ha ricevuto più volte delle proposte finanziarie che avremmo potuto accettare nel pieno rispetto della legge ma che su un piano etico avrebbero intaccato i nostri principi morali. Voglio ringraziare l’apporto di Poropat per aver sottolineato il problema delle villette che abbiamo subito approvato, ma non posso accettare che sia messa in dubbio la nostra coerenza politica.”
Il sindaco ha aggiunto su questo piano si è lavorato per ben 4 anni richiedendo una mappa topografico-catastale dettagliata per poter confrontare a lavori terminati il rispetto delle direttive contenute nel documento e con la progettazione di piano per l’assetto paesaggistico della zona per evitare qualunque tipo di scempio naturalistico. Il piano è stato realizzato secondo i principi del piano urbanistico generale che vede la ristrutturazione delle numerose zone turistiche presenti sul territorio e non prevede ulteriori espansioni. Queste zone turistiche inoltre sono già distribuite secondo la logica urbanistica delle macchie di leopardo. La politica della Città è di migliorare l’offerta e di prolungare la stagione turistica nel rispetto dell’ambiente, anche la zona del villaggio istriano è ideata in questo modo con una percentuale di edificabilità del 30 per cento e con un minimo del 40 per cento di aree verde e con diversi sentieri che permettono l’acceso fino alle spiagge. Il consiglio rovignese dopo questo lungo dibattito ha approvato con la maggioranza dei voti l’approvazione di questo piano che permetterà alla società Maistra di iniziare questo importante investimento che migliorerà ancora la qualità dell’offerta turistica rovignese.







