ROVIGNO- I dipendenti della società ittica Mirna si sono riuniti, ieri, nella sala mensa della fabbrica per incontrare Gordana Vesović , presidente del direttivo della società, per avere informazioni sul mancato pagamento di una parte degli stipendi di aprile e sui continui blocchi di produzione che mettono in serio dubbio il futuro di questa società rovignese che vanta una storia lunga più 120 anni.
La direttrice ha spiegato che per ironia da quando circa 4 anni ha preso in mano la società questo è il momento finanziario migliore e che i debiti della società sono passati da 500 milioni di kune a circa 30-40 milioni di kune. “Purtroppo il problema attuale e la mancanza di liquidità dei nostri distributori che ci devono pagare circa 250 mila euro ai quali vanno aggiunti circa 1,5 milioni di kune da parte dello stato – ha aggiunto la direttrice- Se i pagamenti, come c’è stato più volte assicurato, saranno effettuati entro la fine del mese, ai dipendenti verrà subito elargita la parte mancate di stipendio per aprile e tutta la paga di maggio.”
Per quanto riguarda i mesi successivi ci sarà un periodo di ferie forzato e la ripresa della produzione è prevista ad agosto, le entrate per le retribuzioni dei prossimi due mesi si dovrebbero realizzare con la vendita delle scorte attuali dato che non si è ancora trovato un accordo con i pescatori che da tempo non hanno ricevuto i pagamenti promessi per il pesce che hanno finora consegnato alla società rovignese.
La direttrice ha inoltre annunciato che sono iniziate la fase di negoziazione con il miglior offerente per la vendita di due immobili della società che serviranno a ripianare il debito rimanente. I due immobili sono il vecchio frigorifero che si trova all’entrata nord del centro storico di Rovigno e il vecchio squero che si trova nel porto meridionale. Evelino Marić, rappresentante del consiglio dei lavoratori all'interno del consiglio di amministrazione della società, ha informato i colleghi sulle decisioni più importanti che si sono prese dall’inizio dell’anno. È stato modificato il contratto collettivo con l’inserimento di una buonuscita in caso di licenziamento per tutti i lavoratori che garantirà un minimo di sicurezza ai 200 dipendenti in caso di fallimento della società. È stato approvata la vendita dei due immobili dato che gli azionisti di maggioranza hanno declinato ogni possibilità di aumento di capitale e infine si è discusso con la città di Rovigno di una nuova posizione dove trasferire la fabbrica dall’attuale sede che si trova nei pressi della baia di Valdibora in una zona molto interessante dal punto di vista turistico.
I lavoratori molto delusi hanno poi chiesto delle garanzie per i pagamenti delle retribuzioni che hanno definito come scandalosamente basse, dato che non superano le 2500 kune, la direttrice ha risposto che non dipende dalla direzione ma dai creditori: “Si tratta di un circolo vizioso dove esiste del denaro solo in forma virtuale, mentre non c’e una liquidità di fondo. Se non riceveremo i pagamenti entro la fine del mese, dovremmo utilizzare le cambiali che abbiamo ricevuto come garanzia d’acquisito, ma questa mossa potrebbe portare ancora maggior scompiglio nel mercato dei paesi della regione balcanica, dove abbiamo la nostra maggiore fetta di esportazione. A fine settimana visiterò i nostri partner bosniaci per trovare la soluzione di questo problema.”
Infine la direttrice ha appoggiato la proposta dei lavoratori di inserire un loro rappresentante nel processo di vendita dei due immobili proprio per evitare alcun tipo di speculazione finanziaria.
I dipendenti della società ittica Mirna si sono riuniti
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